Ho davvero molto apprezzato il tuo libro, la sua varietà, le eco che risuonano in tante
direzioni diverse. Non è una poesia facile, oggi meno che mai. Ma il tuo lavoro non mi
sembra puro esercizio mentale, freddo. C'è anima
Sandra Petrignani
Sono eventi verbali prevalentemente composti da allitterazioni, assonanze, polisensi di
nominazioni delle scorie dell'esistere, scarti del quotidiano che in siffatto modo rimpastate,
riescono in sagre festose. Tale è il loro aspetto più vistoso, agli antipodi di quella pesante
patina delle querimonie sospirose dei "sostenitori della catastrofe" come dice la nota
introduttiva di Alice Krieg. Lungi dal pianeta Dolorama, esse ci fanno ricordare lo splendido
manifesto del "Controdolore" (1913) di Aldo Palazzeschi e i bizzarri scatti del dettato le
"Tuberie" del Farfa di "Noi, miliardario della fantasia" (1933)
Arrigo Lora Totino
Credo si possa parlare, del lavoro di Max Ponte, a partire già dalla copertina, come di un
libro di protesta. La copertina, dunque: provocatoria, volutamente disturbante; copertina
che, nella sua disposizione graficamente pubblicitaria, ha quasi lo scopo di disorientare il
lettore disattento e di calamitare a sé, per contro, il lettore che va oltre l’immediatezza
della ricezione. Da qui, la cifra ironicamente protestataria del lavoro
Matteo M. Vecchio
Per info ed eventi dedicati al libro
http://www.eyelinerpoesie.blogspot.com/